Susanna Egri: Serata al Teatro Carignano di Torino

Torino: Passi di danza e Passi di storia.

Al Teatro Carignano, giovedì 16 luglio 2026, nell’ambito di “TorinoDanza Extra”, la serata è dedicata alla ballerina Susanna Egri che ha festeggiato 100 anni il 18 febbraio al teatro Il Maggiore di Verbania.

Il Centenario rappresenta un omaggio a una danzatrice e coreografa italiana che come donna di cultura e di carattere ha vissuto grandi cambiamenti in Europa e nel nostro Paese e a oggi è tenace e iconica portavoce del presente della danza, della sua passione e della volontà di lasciare un segno per il futuro.

Personalmente ho la fortuna di partecipare dal vivo a molti eventi della Compagnia EGRIBIANCODANZA, fondata con il ballerino e coreografo Raphael Bianco, di vedere e studiare i lavori presentati sia in laboratorio sia in palcoscenico. Nell’eccezionale parentesi del suo compleanno, l’attenzione mediatica ha risposto con interviste ed eventi in diverse città italiane, portando Susanna Egri in TV, quella stessa televisione che la vide danzare nel 1954 in apertura delle trasmissioni Rai.

Susanna Egri non è solo la più longeva danzatrice italiana ma è sicuramente stata pioniera della “modernità coreutica” come linguaggio, scelte e visione. A oggi si è chiaramente dimostrata ancora attiva protagonista della scena culturale, come docente e coreografa ma senz’altro come portavoce di quest’arte che spesso è difficile inquadrare.

 

I brani presentati al Carignano, domani sera alle ore 21:00, saranno tre:

“Istantanee” del 1953; “Cantata Profana: il Cervo Fatato” e infine “Brides of God”.

In anteprima sarà mostrata LA VOLONTÀ DEL MARE, opera multimediale firmata da Susanna Egri, diretta e musicata da Giorgio Ferrero.

Ho visto “Istantanee” e il pezzo di Béla Bartòk, coreografato da Raphael Bianco e debuttato proprio a Verbania, in scena e “Brides of God” soltanto in laboratorio, prime tracce di una creazione nata dal recente tour della Compagnia, in India.  La partecipazione agli incontri con Raphael è di vitale importanza per apprezzare completamente i suoi lavori e poterli capire nei vari strati che li compongono.

La serata di danza dunque si prefigura di grande interesse artistico e culturale per la presenza oggi dell’attività della Compagnia torinese, come per questa continuità storica che una figura carismatica come Susanna Egri può rappresentare. “Il Centenario” credo possa avere questa duplice valenza.

Festeggiare il compleanno di Susanna Egri è stata una bella e sentita emozione, cui sono grata di aver partecipato. A Verbania fu una festa ben organizzata e ben riuscita.

Qui a Torino mi auguro che si apprezzi il lavoro che è stato fatto per siglare un evento che non è solo spettacolo di danza ma parla di arte e delle strade che la cultura può intraprendere per renderla sempre viva e protagonista della storia. Per scoprire nell’evoluzione artistica quella continuità del valore nel tempo.

Passi di storia, “disegni del destino”, come Lei stessa ripete più volte, perché è la vita che capitava quella con cui si è confrontata Susanna Egri: la guerra, l’Ungheria, il ritorno in Italia, il legame profondo e assoluto con suo padre, allenatore del Grande Torino, la conoscenza con Franco Antonicelli.

Torino, Venezia e la Biennale di Musica, ritorno a Torino, la perdita terribile di suo padre nell’incidente di Superga e la nascita della televisione. Prima e Unica Ballerina all’Olimpichetto nel 1948: teatro sperimentale dove portare una danza assolutamente nuova, innovativa e “contemporanea”.

I passi di danza di Susanna Egri sono passi intrisi di storia, la propria e quella nazionale ed europea. Cento anni di vita non possono non essere una testimonianza di enorme valore per la cultura e per la danza che sono state le sue scelte di vita e la sua continuità.

La serata al Carignano concentra, in un programma teatrale di danza già molto complesso, tutto questo disegno affascinante vitale e storico di cui si è parlato con interesse e affetto.

ISTANTANEE su musica di Paul Arma

Il balletto è suddiviso in tre quadri: “Figure nello Spazio”, “Solitudine” e “Rapporti”.

Nel primo siamo coinvolti in una costruzione astratta, atematica, che viene a strutturarsi nel tempo e nello spazio in modo graduale. Linguaggio asciutto e scarno ma incisivo che ci pone nel secondo quadro davanti a temi che si ricollegano a stati d’animo. Cresce l’espressività nel cogliere un sentire intimo nelle varie situazioni della vita. Nell’ultimo quadro queste sensazioni diventano relazione con gli altri, mettendo in risalto la non sempre facile capacità di rapportarsi con i propri simili.

CANTATA PROFANA: IL CERVO FATATO

Dedicato a Susanna Egri

Premiere 2026

Sinossi

“Ai padri, affinché ascoltino le ragioni dei figli

Ai figli che forse diventeranno padri

Raphael Bianco

… Questo padre educa i propri figli solo alla caccia del cervo e a nessun altro mestiere…”

Opera descrittiva, narrante che rilegge un’antica leggenda transilvana, mantenendone il senso drammaturgico e la potenza della musica.

Vincenzo Criniti nella parte del cervo, figlio prediletto e scelto, porta in scena una complessa interpretazione di questa figura antropomorfa: questo giovane uomo con cuore di cervo che lentamente sarà inghiottito dal bosco. La realtà incantata della foresta è realizzata in modo maestoso attraverso una struttura con una logica mobile che segna limiti invalicabili fra mondi. Il padre è un personaggio tragico e assolutamente impotente, nonostante la sua forza, davanti a ciò che non comprende.

La Cantata Profana è un inno non solo al rispetto della natura, ma alla libertà e all’emancipazione.

BRIDES OF GOD

in memoria di Aliyamma Puthiyedom

 

Dopo un periodo di residenza e ricerca tra l’India e l’Italia, Raphael Bianco, insieme alle danzatrici

della Compagnia EgriBiancoDanza, presenta una creazione ispirata al patrimonio della danza

classica indiana. Il lavoro prende avvio dal tema, oggi oggetto di rilettura critica, delle Devadasi,

figure storiche di donne consacrate alla danza e al divino, dedicando anima e corpo all’arte, alla

comunità e alle divinità: per indagare la dimensione interiore di un sapere corporeo tramandato nei

secoli e profondamente radicato nella dedizione e devozione all’arte della danza e alle divinità

nella clausura dei templi: attraverso una grata immaginaria le Devadasi scrutano un mondo a loro

proibito.

La coreografia si sviluppa in una dimensione onirica e visionaria, rivela desideri, paure e tensioni

interiori. Un rituale liberatorio, che scardina un rigoroso mantra danzato, e libera, nel tempo della

notte, le verità nascoste nei corpi, sino all’alba e all’ascesa al tempio dove ritrovare la devozione per

il divino: unico ed eterno padrone

Ideazione e coreografia: Raphael Bianco

Susanna Egri – I primi passi della Rai (Franco Antonicelli): https://youtu.be/Q4CxlQYh-ck?si=lmsYzwuynCjEAN8-

Ph. copertina Simone Vittonetto

Pubblicato da Stefania Sanlorenzo

“La parola non risponde né domanda: accumula” (J.Saramago) Sono qui per scrivere in punta di piedi e in punta di penna. Sono qui per scrivere per me e per voi, chiunque siate. Per chi alle parole dà ancora la possibilità di avere un senso. Sono qui per scrivere anche di danza, per piegare le parole finché vi dicano quale infinito cosmo la danza contenga in sé.